By: Dott. Sergio Antonacci
04/12/2017
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Il DDL Stabilità 2016 approvato dal Governo, e ora in visione alle Camere per l’approvazione, produrrà una serie di novità per quanto riguarda datori di lavoro e lavoratori.
Sulla scia di quanto fatto finora per promuovere la dinamica del mercato del lavoro, anche nel 2016 i datori di lavoro del settore privato potranno beneficiare dell’esonero contributivo triennale nel caso di assunzione a tempo indeterminato posta in essere dal 1 gennaio 2016 fino al 31 dicembre dello stesso anno. Non possono rientrare nei beneficiari dell’esonero i lavoratori assunti con contratto di apprendistato; i lavoratori che nei 6 mesi precedenti al nuovo contratto siano stati assunti presso diverso datore di lavoro con contratto a tempo indeterminato; i lavoratori che abbiano già beneficiato dell’esonero contributivo. La durata massima di tale incentivo è di 24 mesi e non più 36 mesi e consiste nell’esonero dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro nella misura del 40% e comunque nel limite massimo di euro 3.250 annui. L’esonero contributivo biennale non è cumulabile con altri esoneri/riduzione delle aliquote e non si applica ai premi e contributi dovuti all’Inail.
Altra misura prevista dal nuovo disegno di legge è la detassazione dei premi di produzione, legati ad un incremento di produttività, redditività, innovazione, qualità ed efficienza, e delle somme erogate a fronte di partecipazione agli utili. In successiva sede verranno stabiliti i criteri di misurazione di tali incrementi. Il lavoratore può fare espressa rinuncia dei premi di produzione e di partecipazione agli utili; potrà però fruire, in alternativa, di somme detassabili in forme diverse da quelle previste che trovano disciplina all’art. 51 commi 2 e 3 del TUIR.
L’imposta sostitutiva all’Irpef rimane invariata sul 10%. Il limite annuo di importo complessivo detassabile è di euro 2.000 lordi, aumentato a 2.500 per quelle realtà aziendali che coinvolgono, in maniera paritetica, i lavoratori nell’organizzazione del lavoro.
 Il limite massimo di reddito da lavoro dipendente prodotto nell’anno precedente quello in cui sono state percepite delle somme detassabili è stabilito in euro 50.000
I lavoratori dipendenti del settore privato iscritti all’AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria) assunti con contratto a tempo pieno indeterminato e che entro il 31 dicembre 2018 maturino il diritto di percepire la pensione di vecchiaia possono, in accordo con il datore di lavoro, ridurre l’orario di lavoro nella misura prevista tra il 40% e il 60% per un periodo tra la data di accesso a tale beneficio e la maturazione del requisito anagrafico, a condizione di aver maturato i requisiti minimi contributivi. Il datore di lavoro erogherà al lavoratore che avrà scelto la riduzione oraria una somma mensile pari alla contribuzione previdenziale ai fini pensionistici, che però non concorrerà a formare reddito. Durante tale periodo di riduzione oraria, al lavoratore sarà riconosciuta una contribuzione figurativa corrispondente alla prestazione non effettuata. I lavoratori che usufruiranno di tale misura, saranno esclusi dal computo numerico previsto per accedere a forme di agevolazioni/incentivi.
Il datore di lavoro, non solo dovrà essere d’accordo nel procedere con la trasformazione da tempo pieno a tempo parziale, ma dovrà darne apposita comunicazione all’Inps e alla Direzione Territoriale del Lavoro competente, e il beneficio sarà concesso solo previa autorizzazione di quest’ultima. Le modalità di comunicazione verranno fornite in un secondo momento.
Nella nuova legge di stabilità verrà poi incrementata la spesa prevista per il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga nella misura di 250 milioni di euro per l’anno 2016: il trattamento di integrazione salariale in deroga potrà essere concesso o prorogato per un periodo non superiore a tre mesi nell’arco di un anno; potrà essere concesso anche il trattamento di mobilità in deroga anche ai lavoratori che hanno beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per almeno tre anni anche non continuativi, mentre per i restanti lavoratori potrà essere concesso per un periodo non superiore a 4 mesi, fino comunque a raggiungere il limite massimo di tre anni e 4 mesi.
Relativamente alla circolazione del denaro contante, verrà elevato il limite dei pagamenti da 1.000 euro a 3.000 euro.
L’invio della Certificazione Unica relativa all’anno 2015 dovrà essere inviata telematicamente entro il termine del 7 marzo 2016 e dovrà essere implementata da ulteriori dati fiscali e contributivi finalizzati ad un maggiore controllo da parte degli enti finanziari, previdenziali ed assicurativi;ulteriori dati richiesti saranno quelli contenuti nelle certificazioni con solo valenza contributiva e assicurativa e dati relativi ai conguagli dei modelli 730-4. Con l’invio di tale documento, il sostituto d’imposta assolve l’obbligo di dichiarazione previsto con il modello 770; verranno chiariti in seguito quali saranno le informazioni che dovranno essere comunque fornite attraverso il modello 770.
Da ultimo, in tema di dichiarazione 730 precompilato, a partire dal 2016 all’Agenzia delle Entrate dovranno essere comunicati i dati relativi alle spese mediche sanitarie e di assistenza specifica che danno diritto alle detrazioni e deduzioni di imposta al fine di rendere il modello precompilato il più completo possibile. Le prestazioni sanitarie saranno inviate dagli istituti sanitari autorizzati attraverso il sistema tessera sanitaria.
L’agenzia delle Entrate potrà effettuare controlli preventivi fino a 4 mesi prima del termine ultimo di invio del modello 730 per quei documenti la cui presentazione viene effettuata direttamente dal contribuente o tramite il sostituto d’imposta, ovvero per modifiche che rilevino sulla determinazione del reddito attraverso elementi incoerenti o in presenza di rimborsi superiori ad euro 4.000.
Salvo eventuali modifiche in sede di approvazione del disegno di legge, questo sono le novità più rilevanti a decorrere dall’anno 2016.
 

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