By: AVV. ROBERTO SPOSATO
12/10/2018
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L'accordo raggiunto nel dicembre dello scorso anno a Parigi, con partecipanti 195 Nazioni, rappresenta una tappa storica e fondamentale per la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema del nostro pianeta.
Tra i punti cardini dell'azione, ove l'Unione Europea ha svolto un ruolo propositivo e vitale, emerge la necessaria riduzione delle emissioni nocive con lo scopo primario di ridimensionare il surriscaldamento climatico; fenomeno, questo, che sta attentando all'integrità della terra e degli esseri viventi.
Tutti i paesi partecipanti al c.d. COP21 hanno predisposto, in particolare, un piano operativo e programmatico avente l'ambizioso obiettivo di mantenere l'aumento della temperatura globale al di sotto dei 2°C, con l'ulteriore sforzo di limitarlo di altro punto percentuale sino a 1,5°C; tale soglia, nell'ottica di tutela dell'habitat naturale, tenendo tuttavia in debito conto anche le logiche produttive ed industriali, ridurrebbe in modo significativo i rischi e le ripercussioni dei mutamenti climatici.
L'Accordo di Parigi, così come costruito anche sulla scorta dei principi comunitari della prevenzione e della precauzione, evidenzia e pone in luce ai rappresentanti politici, alle imprese ed a tutte le formazioni sociali come il passaggio alle c.d. energie pulite sia definitivo e non meramente transitorio, cosicché possano essere evitate, in un non lontano futuro, problematiche mondiali cui non si possa dare successivamente più incisiva soluzione.  
La presente tematica non potrà non incidere sul settore del trasporto il quale sarà tenuto, nei prossimi anni, ad una drastica riduzione dell'emissione dei carburanti fossili ricorrendo ad altre forme di approvvigionamento energetico puntando, ad esempio, su energie alternative, bio e simili.
Nello specifico, secondo le stime contenute nel Rapporto inerente il Trasporto su Strada predisposto dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (anno 2010), il settore del trasporto stradale produce un forte contributo alle emissioni totali nazionali: nel 2008, le emissioni di monossido di carbonio, composti organici volatili non metanici, ossidi di azoto, materiale particolato inferiore ai 10 µm (PM10) e materiale particolato inferiore ai 2,5 µm (PM2.5), costituiscono rispettivamente il 43,2%, 26,5%, 51,8%, 23,5% e 26,0% del totale; prendendo in considerazione, invece, i gas serra anidride carbonica, metano e protossido di azoto, i contributi del settore dei trasporti stradali al totale nel 2008 sono rispettivamente: 24,3%, 0,8% e 3,3%; il contributo complessivo in termini di anidride carbonica equivalente è pari al 21,3%.
 
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