By: Avv. Natale Callipari
12/10/2018
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Come noto, dal 1° luglio il Durc (Documento unico di regolarità contributiva) potrà essere rilasciato direttamente online, con ovvi risparmi in termini di tempo e denaro per le imprese. Il decreto che regolamenta il nuovo Durc è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 125 del 1° giugno.
La norma sancisce la dematerializzazione del documento unico di regolarità contributiva, il quale diventerà consultabile online, con validità 120 giorni (quattro mesi), ed i cui criteri fondamentali sono:
 
  • verifica della regolarità contributiva in tempo reale, relativamente ai pagamenti scaduti sino all’ultimo giorno del secondo mese antecedente a quello dell’interrogazione online, a condizione che sia scaduto anche il termine di presentazione delle relative denunce retributive. Comprendente anche le posizioni dei lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa e a progetto;
  • – la verifica avviene tramite un’unica interrogazione negli archivi Inps, Inail, indicando esclusivamente il codice fiscale dell’impresa;
  • – nel caso di benefici normativi e contributivi, sono individuate le tipologie di pregresse irregolarità di natura previdenziale ed in materia di tutela delle condizioni di lavoro da considerare ostative alla regolarità contributiva.
 
Il nuovo Durc sostituisce tutte le tipologie precedenti dello stesso, da quello ordinario (partecipazione appalti) a quello interno (agevolazioni contributive). La procedura di rilascio ha esito immediato: se la certificazione è regolare, l’impresa potrà scaricare il Durc in formato pdf al momento stesso della richiesta. Se il sistema riscontra carenze retributive, entro 72 ore, comunicherà all’interessato le cause dell’irregolarità, in modo da poter regolarizzare la posizione entro 15 giorni.
 
Ricordiamo che la legge di stabilità impone il Durc dal primo gennaio 2015 anche nel contratto di autotrasporto tra privati. In questo caso, il committente deve chiedere al vettore il documento con data anteriore a tre mesi. Se il committente non dimostra di avere verificato la regolarità dell’autotrasportatore è considerato corresponsabile di violazioni sui contributi previdenziali e sui premi assicurativi dei dipendenti dell’impresa di autotrasporto.
 
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