By: Dott. Sergio Antonacci
04/12/2017
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L’indennità NASpI fornisce una tutela di sostegno al reddito ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente il posto di lavoro a decorrere dal 1° maggio 2015.
Per accedere all’indennità NASpI il lavoratore deve possedere congiuntamente i requisiti di disoccupazione; far valere, nei 4 anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione, almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione; far valere 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.
Ai fini dell’accesso all’indennità lo stato di disoccupazione deve essere involontario, non ne hanno diritto i lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato a seguito di dimissioni. Tuttavia, l’indennità NASpI viene concessa in caso di dimissioni per giusta causa; risoluzione consensuale del rapporto di lavoro a seguito della procedura di conciliazione di cui all’art. 7 della Legge n. 604/1966; licenziamento disciplinare; licenziamento a seguito di accettazione dell’offerta di conciliazione “agevolata” introdotta dall’art. 6 del D.Lgs. n. 23/2015.
L’importo della prestazione è pari al 75% della retribuzione media mensile nel caso in cui la retribuzione mensile di riferimento sia pari o inferiore a euro 1.195,00, per l’anno 2015,. Qualora la retribuzione media di riferimento sia superiore all’importo appena indicato, la misura dell’indennità NASpI è pari al 75% di tale importo, incrementato di una somma pari al 25% del differenziale tra la retribuzione mensile e l’importo di 1.195,00 euro. L’indennità non può in ogni caso superare, nel 2015, l’importo massimo mensile di 1.300,00 euro.
Non si considerano utili al fine del perfezionamento del requisito contributivo i periodi di lavoro all'estero in Stati con i quali l’Italia non abbia stipulato convenzioni bilaterali in materia di sicurezza sociale; i periodi di malattia e infortunio sul lavoro nel caso non vi sia integrazione della retribuzione da parte del datore di lavoro; i periodi di CIGS e CIGO con sospensione dell'attività a zero ore; le assenze per permessi e congedi fruiti dal lavoratore che sia coniuge convivente, genitore, figlio convivente, fratello o sorella convivente di soggetto con handicap in situazione di gravità. Tali periodi, considerati neutri, determinano un ampliamento del quadriennio (pari alla loro durata) fino a totalizzare 48 mesi di rapporto di lavoro coperto da contribuzione effettiva.
Inoltre, non sono utili ai fini del perfezionamento del requisito contributivo per l’accesso alla prestazione NASpI, ma sono comunque considerati periodi neutri, i periodi di aspettativa non retribuita spettanti ai lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o a ricoprire cariche sindacali.
La durata del trattamento non è più stabilita in misura fissa in base all’età anagrafica del lavoratore ma è proporzionata all’anzianità contributiva dello stesso. La NASpI è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni. Tuttavia, per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2017 la durata di fruizione della prestazione è limitata a un massimo di 78 settimane. Ne consegue che fino al 31 dicembre 2016 la durata massima è di 24 mesi che scende a 18 mesi (78 settimane) per gli eventi di disoccupazione che insorgono dal 1° gennaio 2017.
La domanda di NASpI deve essere presentata telematicamente all’INPS entro il termine di decadenza di 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.
L’erogazione della NASpI è condizionata, a pena di decadenza dalla prestazione, oltre che alla permanenza dello stato di disoccupazione, alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa nonché ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti.
Il lavoratore disoccupato che percepisce l’indennità NASpI può richiedere la liquidazione anticipata degli importi del relativo trattamento non ancora erogato, in unica soluzione, al fine di avviare un’attività di lavoro autonomo o avviare un’attività in forma di impresa individuale o sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorativa da parte del socio. La domanda di liquidazione del trattamento anticipato deve essere presentata dal lavoratore in via telematica all’INPS entro 30 giorni dalla data di inizio dell’attività autonoma, dell’attività d’impresa o dalla data di sottoscrizione della quota di capitale sociale della cooperativa.
Come detto poc’anzi, la fruizione dell’indennità NASpI è condizionata al permanere dello stato di disoccupazione; pertanto, nel caso in cui il percettore instauri un rapporto di lavoro subordinato il cui reddito annuale sia superiore al reddito minimo escluso da imposizione (euro 8.000,00 se subordinato o parasubordinato e euro 4.800,00 se autonomo), egli decade dalla prestazione, a meno che la durata del rapporto di lavoro non sia superiore a 6 mesi. In tal caso la prestazione è sospesa d’ufficio per la durata del rapporto di lavoro (fino a un massimo di sei mesi).
L’indennità NASpI è poi interamente cumulabile con i compensi derivanti dallo svolgimento di lavoro accessorio nel limite complessivo di 3.000 euro per anno civile. Per i compensi che superano il limite di 3.000 euro e fino a 7.000 euro, la prestazione NASpI sarà ridotta di un importo pari all’80% del compenso rapportato al periodo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento della NASpI o, se antecedente, la fine dell’anno.
Nel caso in cui il lavoratore già beneficiario di indennità NASpI si rioccupi con un contratto di lavoro intermittente con obbligo di risposta alla chiamata (e diritto all’ indennità di disponibilità) è ammesso il cumulo della prestazione di disoccupazione con il reddito da lavoro dipendente laddove quest’ultimo sia inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione (8.000 euro). Se invece il beneficiario dell’indennità NASpI si rioccupa con contratto di lavoro intermittente, senza obbligo di risposta alla chiamata e senza diritto all’indennità di disponibilità, la NASpI resta sospesa per le sole giornate di effettivo lavoro e può essere riconosciuta limitatamente ai periodi interni al contratto non interessati da prestazione lavorativa tra una chiamata e l’altra.
Il lavoratore beneficiario dell’indennità NASpI che intraprenda un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale, dalla quale ricava un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, deve informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne. In tal caso il soggetto mantiene il diritto al trattamento NASpI, ma la relativa indennità è ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno.
Il lavoratore è tenuto, in ogni caso, a comunicare all’INPS entro un mese dalla ripresa dell’attività lavorativa, il reddito annuo che prevede di trarre dalla stessa, di conseguenza l’Istituto ridurrà la prestazione ed effettuerà il conguaglio a fine anno tra i redditi conseguiti in seguito all’attività lavorativa e l’indennità NASpI.
Il beneficiario decade dalla fruizione della NASpI nei casi di perdita dello stato di disoccupazione; inizio di un’attività lavorativa subordinata o in forma autonoma o d’impresa senza provvedere alla relativa comunicazione; raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato; acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità, sempre che il lavoratore non opti per l’indennità NASpI. La decadenza si realizza dal momento in cui si verifica l’evento che la determina, con obbligo di restituzione dell’indennità che eventualmente si sia continuato a percepire.
I lavoratori in possesso dei requisiti per l’accesso al trattamento pensionistico, ma in attesa della finestra di accesso, possono beneficiare dell’indennità di disoccupazione fino alla data di corresponsione effettiva della pensione.
 

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