By: Avv. Natale Callipari
12/10/2018
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L’ Indennizzo per il Superamento dei Tempi Massimi di Attesa al Carico ed allo Scarico
 
Il D.L. n. 103/2010 convertito nella Legge 12 agosto 2010 n. 120, seguendo coerentemente il disegno iniziato con il d.l. 162/2008 (conv con L. n. 201/2008) con il quale erano stata inserita l’indicazione dei tempi massimi di carico e scarico tra gli elementi essenziali del contratto scritto, ha introdotto il comma 6-bis al testo originario del D.L.vo n. 286/2005,  mediante il quale è stato prescritto un indennizzo a carico del committente in caso di attesa del vettore prolungatasi per oltre due ore dal momento dell’arrivo di costui nel luogo convenuto per il carico e lo scarico. Tale soglia è la medesima sia per il contratto scritto che per quello non in forma scritta.
 
Attraverso l’imposizione per legge di questa sorta di penale ci si è prefissati  così, il duplice risultato di rifondere l’autotrasportatore dei costi sopportati e del mancato guadagno conseguenti all’indisponibilità dell’autista e del mezzo durante il periodo “morto” dell’attesa (attualmente aventi un incidenza non indifferente sui bilanci di quelle imprese) e, nello stesso tempo, di responsabilizzare gli operatori della filiera preposti al carico ed allo scarico della merce (il committente, il proprietario ed il caricatore) affinché rendano più efficienti la propria organizzazione interna e si dotino di sistemi di gestione dei flussi in/out tecnologicamente più evoluti.
 
Proprio al fine di ridurre al massimo i tempi inutili di attesa nel passaggio della merce dal deposito al camion o viceversa, la norma prescrive al committente l’obbligo di fornire al vettore indicazioni scritte circa il luogo e l’orario in cui sono previste le operazioni di carico o di scarico, nonchè le modalità di accesso dei veicoli ai punti di carico o di scarico.
 
Il secondo comma dell’articolo in oggetto prescrive che, in caso di superamento del periodo di franchigia di due ore, il committente è tenuto a corrispondere un’indennizzo per ogni ora o frazione di ora di ritardo nelle operazioni. La quantificazione di tale voce è stata devoluta (fino al momento della soppressione della Consulta Generale dell’Autotraspotto e e della Logistica, avvenuta nel luglio 2012), all’Osservatorio sulle attività di autotrasporto Attualmente tale importo ammonta a € 40 per ora.
Il committente, tuttavia, ove l’incarico del carico/scarico delle merci sia stato affidato ad un terzo, è legittimato a rivalersi su quest’ultimo dell’indenizzo pagato per il ritardo accumulato in quelle fasi.
 
Il comma 5 del citato articolo 6-bis del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286 prevede che, con decreto dirigenziale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, siano stabilite le modalità applicative delle disposizioni inerenti la disciplina dei tempi di attesa ai fini del carico e dello scarico, con particolare riferimento alla definizione della decorrenza dei tempi di franchigia in relazione alle diverse tipologie dei luoghi di carico e scarico, nonché alle modalità di cadenzamento dell’accesso dei veicoli a tali luoghi.
In data 24 marzo 2011, il Direttore generale per il trasporto stradale e l’intermodalità  ha emanato il Decreto Dirigenziale n. 69 del 24 marzo 2011 concernente le modalita’ applicative delle disposizioni testé richiamate.
 
Vi è stabilito che la franchigia di 2 ore decorre dal momento di arrivo del vettore al “luogo” di carico o di scarico, inteso come l’ambito territoriale presso il quale si svolgono le procedure dedicate all’accettazione documentale, da non confondere con il “punto” di carico o scarico inteso come la postazione all’interno del luogo di carico o scarico presso cui avvengono fisicamente le operazioni.
 
Qualora il vettore arrivi al luogo di carico o scarico in anticipo rispetto all’orario indicatogli per iscritto dal committente prima della partenza, la franchigia decorre dall’orario indicato dal committente stesso.
 
Il vettore è tenuto a produrre apposita certificazione circa l’orario di arrivo e l’orario di inizio delle operazioni di carico e scarico rilasciata alternativamente dal mittente, dal destinatario, dal caricatore, o da un loro incaricato, ovvero, in mancanza da altro soggetto addetto a sovrintendere le operazioni di carico o scarico. Qualora non sia possibile acquisire la suddetta certificazione, il vettore potrà comprovare gli orari attraverso la produzione della registrazione del cronotachigrafo o di altra documentazione idonea a tal fine.
 
La franchigia di 2 ore non comprende il tempo necessario allo svolgimento delle operazioni di carico o scarico, né i tempi di attesa durante i periodi di inattività del mittente o del destinatario qualora detti periodi di inattività siano segnalati nelle indicazioni scritte fornite al vettore prima della partenza.
 
I tempi di attesa da computare nel periodo di franchigia di 2 ore vanno calcolati singolarmente per ogni operazione di carico o di scarico.
 
È prescritto che il vettore non può richiedere l’indennizzo quando:
 
  • il superamento della franchigia di 2 ore avvenga per cause a lui imputabili;
  • qualora non abbia messo a disposizione il veicolo per le operazioni di carico o scarico;
  • quando non osservi le indicazioni del committente circa il luogo e l’orario in cui sono previste le operazioni di carico o scarico;q
  • quando non osservi le indicazioni che il committente abbia dato sulle modalità e sull’orario di accesso dei veicoli ai punti di carico o scarico, qualora tali punti non coincidano con i luoghi di carico o scarico, nell’ipotesi in cui l’accesso debba essere cadenzato in modo da tenere conto dei tempi tecnici necessari al completamento delle operazioni e dei passaggi procedurali relativi alle verifiche ed all’identificazione all’ingresso del luogo di carico o scarico.
 
Salvo diverse pattuizioni scritte tra le parti, al fine della corresponsione dell’indennizzo il vettore deve inviare al committente, entro 30 giorni dall’evento, comunicazione scritta riguardante il superamento dei termini di franchigia, completa della prescritta documentazione.
 
Infine, il comma 6-bis in commento, al pari di quanto avviene per altri importanti aspetti della disciplina del contratto d’autotrasporto di merci, prevede la possibilità per le parti di pattuzioni difformi da inserire nei contratti scritti e basate sugli accordi volontari fra le organizzazioni associative di vettori rappresentati nella Consulta generale per l’autotrasporto e per la logistica ed organizzazioni associative di utenti dei servizi di trasporto; in particolare le deroghe potranno riguardare le operazioni di carico e scarico nelle strutture della grande distribuzione e dedicate alla movimentazione delle merci nelle aree urbane, e su specifici accordi di programma con le amministrazioni e gli enti competenti promossi dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, le attività di autotrasporto connesse alla movimentazione delle merci nei porti, negli interporti e nei terminal ferroviari.
 
 
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