By: AVV. ROBERTO SPOSATO
04/12/2017
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LaCorte di Cassazione, Sez. VI, con ordinanza 20 agosto 2017, n. 20425, con riferimento alla maturazione del termine prescrizionale del bollo auto, che si allega, ha evidenziato come la tassa automobilistica si prescriva in tre anni che iniziano a decorrere dal primo gennaio dell’anno successivo a quello del pagamento.
In particolare, i Giudici di legittimità, nel dare seguito ad altre pronunce emesse negli ultimi anni e nel premettere che “le Sezioni Unite di questa Corte (Cass. 17 novembre 2016, n. 23397), hanno, per quanto in questa sede rileva, statuito che "il principio di carattere generale, secondo cui la scadenza del termine perentorio sancito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva, produce soltanto l'effetto sostanziale dell'irretrattabilità del credito, ma non anche la c.d. "conversione" del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell'art. 2953 c.c., si applica con riguardo a tutti gli atti - in ogni modo denominati di riscossione mediante ruolo", di modo che, ove per i relativi crediti sia prevista una prescrizione più breve di quella ordinaria, la sola scadenza del termine concesso al debitore per proporre l'opposizione, non consente di fare applicazione dell'art. 2953 c.c., tranne che in presenza di un titolo giudiziale divenuto definitivo”,  hanno decretato come nella fattispecie in esame, avente ad oggetto riscossione di tassa automobilistica, soggetta a termine di prescrizione triennale, per effetto di quanto stabilito dal D.L. n. 953 del 1982, art. 5, comma 51, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 53 del 1983 e modificato dal D.L. n. 2 del 1986, art. 3 convertito, con modificazioni, dalla L. n. 60 del 1986, la decisione della CTR in questa sede impugnata è conforme al succitato principio di diritto, non comportando la mancata impugnazione della cartella nei termini l'applicabilità o decennale con conseguente non operatività dell’art. 2953 c.c. del termine ordinario di prescrizione in ordine alla successiva notifica”.
In sostanza, l’omessa impugnazione della cartella pagamento nei termini di legge non comporta, pertanto, la conversione del termine prescrizionale più breve in quello ordinari.
In allegato Corte di Cassazione, Sez. VI, con ordinanza 20 agosto 2017, n. 20425.

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649_Cassazione ordinanza n. 20425-2017.pdf
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