By: AVV. ROBERTO SPOSATO
12/10/2018
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Una importante pronuncia della Corte di Cassazione, n. 23710 del 22 novembre 2016, che si allega, rilevante in tema di responsabilità da circolazione stradale, ha stabilito che il Fondo di Garanzia Vittime della Strada, a mezzo della impresa assicurativa designata, debba continuare a svolgere le proprie incombenze fissate dalla legge, a tutela della posizione giuridica dell’utente della strada, nelle ipotesi in cui, in corso di giudizio, il responsabile del sinistro venga riconosciuto.
In particolare, la Suprema Corte, nel premettere che “l'art. 19 della legge n. 990 del 1969 (… trasposta nell'attuale art. 283 del d.lgs. n. 209 del 2005), al primo comma, lettera a) - in combinato disposto con i successivi commi quarto e quinto - prevede che l'impresa designata (a norma dell'art. 20 della medesima legge n. 990) risarcisca il danno causato dalla circolazione dei veicoli e dei natanti per il quale sussista l'obbligo di assicurazione nel caso in cui "il sinistro sia stato cagionato da veicolo o natante non identificato", ha statuito che “…l'obbligazione risarcitoria a carico dell'impresa designata per il Fondo si stabilizza, come tale, al momento della proposizione della domanda e non può venire meno nel caso in cui, nel corso del giudizio, si giunga alla identificazione del responsabile”.
I medesimi giudici hanno stabilito che, successivamente all’adempimento della sentenza di condanna al risarcimento nei confronti del danneggiato, l’impresa assicurativa indicata dal F.G.V.S. possa agire in via di regresso nei confronti dello stesso responsabile.
Alla luce delle sopramenzionate coordinate, la protezione della sfera del danneggiato ne esce pienamente rafforzata, trovando, essa, adeguata ed incisiva copertura costituzionale sia nell’art. 24 Cost., il quale tutela il fondamentale diritto di difesa, sia nell’art. 111 Cost. disciplinante il principio in forza del quale deve essere garantito a ciascun cittadino un processo giusto, ragionevole ed equo (situazione, questa, che non si concretizzerebbe nelle ipotesi in cui il danneggiato, venuto a conoscenza in corso di causa dell’identità del responsabile, sia onerato ad incardinare, nei suoi confronti, una seconda azione dopo quella sperimentata contro l’impresa designata dal F.G.V.S. la cui legittimazione passiva non viene, pertanto, minimamente intaccata).
In allegato Cassazione n. 23710 22 novembre 2016

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