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12/10/2018
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I recenti fatti di cronaca hanno focalizzato l’attenzione del grande pubblico sulle condizioni di strade e autostrade che percorrono il nostro Paese, ed in particolare sui ponti. L’argomento risulta essere tristemente noto a causa dei recenti crolli di Annone Brianza (28 Ottobre 2016), sulla statale 36 che collega le province di Milano, Monza, Brianza, Lecco e Sondrio, e di Camerano (9 Marzo 2017), sull’autostrada A14 nel tratto tra Loreto e Ancona.
I crolli sono accomunati da alcune caratteristiche: entrambi sono avvenuti in ore pomeridiane (alle ore 17:30 circa il crollo ad Annone, e alle ore 14:00 circa quello di Camerano), momento in cui la circolazione risulta abbastanza sostenuta; i ponti risultano essere di recente costruzione: basti pensare che sul ponte di Camerano i lavori erano ancora in corso; infine, ambo i casi hanno messo in luce l’inerzia delle autorità competenti, nonostante ci siano state delle vittime.
Il fenomeno potrebbe interessare altri viadotti, poiché, successivamente al crollo di Annone, l’ANAS ha eseguito una verifica di tutti i cavalcavia della zona, in quanto soggetti alle medesime condizioni climatiche.
Osservato speciale risulta essere anche il ponte di Cantù, che collega il paesino brianzolo ad Asnago; infatti, a novembre 2016, in via precauzionale e senza verifiche tecniche il suddetto è stato assoggettato ad un divieto di transito per i soli mezzi addetti al trasporto merci superiori alle 7.5 tonnellate, divieto che solo lo scorso mese di marzo, una volta eseguite tutte le opportune verifiche, è stato alzato temporaneamente al limite di 19 tonnellate.
Gli interventi di rinnovo/messa in sicurezza da parte delle autorità risultano essere ancora una volta pressoché nulli, se non addirittura dannosi. Il mero divieto di transito per il solo trasporto di merci, infatti, non solo lascia inalterato il pericolo per i viaggiatori, ma crea un danno economico tale per cui gli autotrasportatori di zona hanno dovuto costituire un comitato ad hoc per richiedere il risarcimento dei danni.
Infatti, il Comitato per il ponte “Cantù – Asnago”, presieduto da Sergio Pini, nel corso di una riunione a cui ha partecipato anche l’onorevole canturino Nicola Molteni, ha conferito incarico allo Studio Legale Callipari di Verona di intervenire presso le pubbliche amministrazioni coinvolte per chiedere il risarcimento dei danni subiti dalle aziende nei quattro mesi di chiusura.

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