By: AVV. ROBERTO SPOSATO
04/12/2017
0

0/5  Voti: 0

La Corte di Cassazione, facendo seguito ad un trend iniziato con recenti pronunce, con la sentenza n. 34107 della Sez. I pubblicata in data 12 luglio 2017, che si allega, ha ribadito il principio secondo cui la manomissione di un cronotachigrafo installato su un veicolo industriale, oltre a rappresentare una infrazione amministrativa di cui all’art. 179 Codice della Strada, configura anche il reato previsto dall’art. 437 Codice Penale, il quale tutela la sicurezza dei lavoratori.
In particolare, i giudici di legittimità, nel premettere che i beni giuridici tutelati, rispettivamente dalla norma di cui all'art. 437 codice penale e dal disposto di cui all'art. 179 C.d.S., sono diversi, in quanto l’ultima norma considera i soli rischi derivanti dalla circolazione stradale e quindi tutela la sicurezza di detta circolazione, mentre l'art. 437 citato tutela in via principale la sicurezza dei lavoratori, essendo limitato il suo ambito di operatività alle manomissioni dei dispositivi diretti a prevenire gli infortuni, e, solo per estensione, l'incolumità pubblica “… con la conseguenza che detta fattispecie non è configurabile laddove vi sia un pericolo effettivo per l'incolumità pubblica, senza profili di rischio per la sicurezza dei lavoratori”, ha statuito come “la violazione del codice della strada oggetto di esame non può considerarsi speciale, se non per il fatto che attiene in modo specifico al "cronotachigrafo" (mentre la norma del codice penale parla più genericamente di "impianti, apparecchi o segnali"), rispetto al delitto di cui all'art. 437 cod. pen., da escluderne l'applicazione al caso concreto in esame”, con la precisazione che “se è vero…che in linea di massima la diversità dei beni giuridici coinvolti non esclude il ricorso al summenzionato principio di specialità…è anche vero che nel caso di specie le diversità strutturali tra le fattispecie astratte sono tali da escludere che possa parlarsi di concorso apparente tra le disposizioni e da far ritenere, invece, applicabili, ove sussistenti i rispettivi presupposti, entrambe le norme. Le finalità di tutela dell'art. 437 cod. pen., invero, esprimono una specificità propria, non sovrapponibile a quelle del Codice della strada, sì da non potersi ritenere la norma codicistica generale rispetto a quella di cui all'art. 179 c.d.s. e da ravvisare al più una mera "interferenza" nel senso di cui alla pronuncia delle Sezioni Unite sopra richiamata. Ne consegue che la sentenza di non luogo a procedere impugnata, non avendo fatto corretta applicazione del principio di specialità di cui all'art. 9 l. 689/81 ed avendo ritenuto applicabile nel caso specifico la sola disposizione amministrativa di cui all'art. 179 c.d.s., dichiarando conseguentemente "non luogo a procedere nei confronti di T.G. per il reato a lui ascritto perché il fatto non è previsto dalla legge come reato", va annullata senza rinvio e gli atti vanno trasmessi all' ufficio del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Livorno per l'ulteriore corso”.
Il predetto pronunciamento, ammettendo in casi come in quello esaminato l’esclusione di un concorso apparente di norme bensì l’operatività di un concorso materiale di sanzioni, riconosce, pertanto, la possibilità per i giudici penali, accertate le circostanze del caso concreto ed i presupposti soggettivi ed oggettivi previsti dalla legge, l’applicabilità nei riguardi del trasgressore di entrambe le fattispecie contemplate dall’art. 437 c.p. ed art. 179 C.d.S.
Si allega sentenza Corte di Cassazione Penale n. 34107, 12 luglio 2017

Allegati
Descrizione Download
630_Cassazione Penale 34107 12.7.2017.pdf
Download

Commenti
 
Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno accetti il servizio e gli stessi cookie. - Privacy Policy