By: AVV. ROBERTO SPOSATO
12/10/2018
0

4.8/5  Voti: 5

Con una recente sentenza la Corte di Cassazione, Sezione Prima Penale, depositata in data 9 novembre 2016 e recante n. 47211, che si allega, ha statuito un principio di diritto dalla importante consistenza nel mondo dell’autotrasporto, relativo alla rilevanza penale, oltre che amministrativa, della condotta di manomissione del cronotachigrafo.
Invero, il Supremo Collegio, preso in considerazione le norme di cui all’art. 179 Codice della Strada (rubricato “Cronotachigrafo e limitatore di velocità”) ed art. 437 codice penale (rubricato “Rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro”), a seguito di un articolato e scrupoloso percorso logico – giuridico, ha evidenziato l’operatività, nella ipotesi di manomissione del cronotachigrafo, di un concorso di entrambe le norme citate stante il fatto che “nel caso di specie le diversità strutturali tra le fattispecie astratte sono tali da escludere che possa parlarsi di concorso apparente tra le disposizioni e da far ritenere, invece, applicabili, ove sussistenti i rispettivi presupposti, entrambe le norme”.
In particolare, la Suprema Corte ha assunto tale decisa presa di posizione, che comporta, in presenza di un medesimo fatto, l’applicabilità delle sanzioni penali ed amministrative, tenendo conto di diversi dati ed elementi che, di seguito, si dettagliano:
  1. la sussistenza di distinti beni giuridici a base delle due disposizioni, e precisamente la sicurezza della circolazione stradale (art. 179 c.d.s.) e la sicurezza dei lavoratori (art. 437 c.p.);
  2. la sussistenza di diversi destinatari e distinte condotte, poiché l’art. 437 c.p. punisce l’autore materiale della violazione (chi “omette di collocare impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro, ovvero li rimuove o li danneggia”), mentre l’art. 179 C.d.s. sanziona chi “circola” e “il titolare della licenza o dell’autorizzazione al trasporto… che mette in circolazione” un veicolo privo di cronotachigrafo o con cronotachigrafo manomesso o non funzionante, a prescindere se costoro siano stati o meno gli autori del fatto (a differenza della norma penale) e se fossero o meno a conoscenza;
  3. la circostanza che il reato previsto dal codice penale, all’art. 437, può essere punito solo a titolo di dolo,  mentre la condotta di cui alla sanzione amministrativa disciplinata dall’art. 179 C.d.S. può punita anche a titolo di colpa.
La Cassazione, a conclusione del suo ragionamento, nell’annullare la sentenza di non luogo a procedere per mancata corretta applicazione del principio di specialità di cui all’art. 9 Legge n. 689/1981, ha, inoltre, precisato che “le finalità di tutela dell'art. 437 cod. pen., invero, esprimono una specificità propria, non sovrapponibile a quelle del Codice della strada, sì da non potersi ritenere la norma codicistica generale rispetto a quella di cui all'art. 179 c.d.s. e da ravvisare al più una mera "interferenza”…”.
 
In allegato sentenza Corte di Cassazione, Sez. I Penale, 9 novembre 2016, n. 47211

Allegati
Descrizione Download
482_Cassazione Penale 47211 2016.pdf
Download

Commenti
 
Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno accetti il servizio e gli stessi cookie. - Privacy Policy