By: Dott. Gianluca Rossato
12/10/2018
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Il recente decreto ministeriale del 22.12.2015 ha recepito le modifiche sull’accertamento dell’idoneità alla patente di guida contenute nella direttiva europea 2014/85/UE. In particolare è stata posta l’attenzione sulla sonnolenza secondaria ai disturbi del sonno causati dalla sindrome delle apnee ostruttive notturne.
 
In data 03.02.2016 il Ministero della Salute ha emanato gli indirizzi medico-legali per l’accertamento dell’idoneità alla guida nei soggetti affetti o sospettati di essere affetti della sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS).
 
Il decreto esplicita le modalità di individuazione dei “soggetti con sospetta OSAS” e la valutazione del profilo di rischio per la circolazione stradale da parte del medico monocratico.
 
Per l’identificazione dei soggetti con sospetta OSAS il principio si basa sull’accertamento della presenza del russamento associato a: ​
  1. Apnee e sonnolenza diurna
  2. Valutazioni antropometriche (peso corporeo, circonferenza collo, dismorfismi cranio-facciali)
  3. Associazione con patologie predisponenti (ipertensione arteriosa, fibrillazione atriale, diabete mellito tipo 2, cardiopatia ischemica cronica, eventi ischemici cerebrali, broncopneumopatie)
I soggetti risultati positivi, cioè con sospetta OSAS, eseguiranno un questionario specifico per la valutazione della sonnolenza diurna. Il risultato del questionario fornirà al medico monocratico 3 livelli di sonnolenza diurna: assente, lieve oppure eccessiva sonnolenza diurna. In base a questo risultato e alle valutazioni precedenti sarà possibile inserire i soggetti in 3 profili di rischio per la circolazione stradale.
 
Profilo di basso rischio: soggetti essenzialmente russatori semplici con sonnolenza assente o lieve, cui verrà rilasciata o rinnovata la patente di guida direttamente dal medico monocratico.
 
Profilo di medio rischio: presenza di sonnolenza lieve associata alla presenza di una delle caratteristiche dei punti 2 e 3; il medico monocratico potendo dubitare sulla sussistenza di adeguate condizioni di sicurezza alla guida potrà inviare i soggetti all’accertamento dell’idoneità presso la Commissione Medica Locale (CML).
 
Profilo ad elevato rischio: soggetti con eccessiva sonnolenza diurna, il giudizio di idoneità alla guida sarà sospeso e rimesso alla CML.
 
Il decreto prosegue poi specificando le modalità operative per la CML.
La CML, ai soggetti inviati per l’accertamento dell’idoneità, eseguirà direttamente il “test dei tempi di reazione” finalizzato a valutare la riduzione del livello di vigilanza dovuto a condizioni di sonnolenza diurna. Anche questo test fornisce 3 livelli di rischio: basso, medio ed elevato. Nel caso dei soggetti a basso rischio non sussistono particolari necessità di prescrizioni e limitazioni di validità per la guida. Nei soggetti a medio rischio sono invece necessari controlli ravvicinati nel tempo per verificare la sussistenza di un’adeguata vigilanza con limitazione della validità della patente a 3 anni per patenti di gruppo 1 (guidatori non-prefessionali) e di 1 anno per patenti di gruppo 2 (guidatori professionali). Nei casi ad elevato rischio è necessario inviare il soggetto ad una valutazione specialistica da integrare nel giudizio finale di idoneità.
 
Il decreto infine specifica un’ultima categoria di soggetti, cioè i soggetti con OSAS moderata o severa già diagnosticata. In questi casi la guida sarà consentita per un periodo non superiore ai 3 anni per le patenti del gruppo 1 e 1 anno per le patenti di gruppo 2 previa attestazione specialistica di aderenza al trattamento per le OSAS e miglioramento della sonnolenza diurna attraverso la scala Epworth.
 
Con l’uscita in Gazzetta Ufficiale di questo decreto diventerà pienamente operativa la riforma dell’idoneità alla patente di guida. Il principio di identificare il profilo di rischio per la circolazione stradale attraverso la sonnolenza secondaria all’OSAS è sicuramente corretto. Purtroppo rimangono molti dubbi sulla reale efficacia delle indicazioni operative soprattutto per la presenza di un’identificazione dei “soggetti con sospetta OSAS” legata a sintomi denunciati dal soggetto stesso e una valutazione della sonnolenza eseguita su una scala soggettiva. In pratica si domanda al richiedente del rinnovo o dell’emissione della patente di guida di autodenunciarsi. Inoltre il test dei tempi di reazione è un metodo utile per la valutazione dei “riflessi” ma poco adatto alla valutazione della vigilanza prolungata (o mantenuta) perché si svolge su prove di breve durata (5 minuti) effettuate sotto stress. La situazione sperimentale appare molto differente dalla condizione a rischio di colpo di sonno, la guida monotona per molte ore.
  
La necessità di ridurre gli incidenti da colpo di sonno rimane un principio fondamentale a cui tendere il miglioramento dei percorsi di identificazione dei soggetti ad elevato rischio per la circolazione stradale.
 

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