By: DOTT. CLAUDIO CARRANO
12/10/2018
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Il 19 Aprile 2016, a Bruxelles presso lo Charlemagne Centre della Commissione Europea, si è tenuta la ROAD TRANSPORT CONFERENCE che ha visto la partecipazione di oltre 600 fra delegati, associazioni, operatori del trasporto e dei servizi al trasporto di tutta la Comunità Europea, ma anche degli USA e dall’Est Asiatico.
Si è trattato di una giornata di studio e discussione voluta dalla Commissione Europea, per raccogliere direttamente dal mercato e da chi vive quotidianamente il mondo del trasporto nuove indicazioni e idee per il futuro del settore.
In effetti, va detto, la Commissione incontra da tempo notevoli difficoltà nel promuovere interventi legislativi utili a regolamentare e risolvere problematiche globali quali quelle del cabotaggio, della sede e dello stabilimento delle aziende, del distaccamento del personale viaggiante, dei salari nei diversi paesi, delle norme sui tempi di guida e riposo e della loro interpretazione, etc etc.
Tali difficoltà derivano dai due blocchi contrapposti venutisi a formare fra i paesi che vogliono il cambiamento perché subiscono più svantaggi dalla situazione attuale e quelli che, invece, non lo vogliono perché ne ottengono vantaggi anche notevoli.
L’idea della Commissione, dunque, spiegata chiaramente dalla Commissaria ai Trasporti Violeta Bulc nel suo intervento introduttivo, è quella di superare l’attuale impasse procedendo per piccoli passi: si vuole modificare gradualmente il mondo del trasporto in Europa, attingendo la necessaria autorevolezza dei cambiamenti introdotti direttamente da chi opera nel trasporto essendo destinatario del cambiamento.
Lo scopo della giornata di lavori, quindi, è stato quello di raccogliere proposte e idee soprattutto su alcuni argomenti presentatisi, già dalle prime battute della conferenza, come quelli più “caldi” e urgenti:
 
  1. Prossime evoluzioni del cronotachigrafo e interpretazione univoca della normativa sui tempi di guida e riposo (semplificazione e non nuove norme).
  2. Armonizzazione normativa sui tempi di guida e riposo con le specificità di settori particolari del trasporto.
  3. Condizioni di lavoro dei conducenti, salario e contrattualistica internazionale, distaccamenti in altri paesi della UE.
  4. Decremento delle emissioni inquinanti (decarbonizzazione dei trasporti).
  5. Società di comodo (sede e stabilimento).
  6. Cabotaggio e globalizzazione dei trasporti.
  7. Veicoli leggeri (inferiori ai 35 quintali) e loro regolamentazione.
  8. Incentivazione del noleggio di veicoli per agevolare l’introduzione di unità più nuove e meno inquinanti, ma anche per agevolare le aziende che devono affrontare esigenze temporanee.
  9. Gestione più “democratica” dei terminal nel trasporto passeggeri.
  10. Sistemi di applicazione dei pedaggi: su percorrenza chilometrica oppure su tempi di fruizione (vignette) e interoperabilità dei diversi sistemi.
Per Infogestweb, autore del sistema GOLIA per le aziende che operano nel trasporto di merci e passeggeri, ha partecipato il GM Claudio Carrano che ha sottolineato alcuni degli aspetti che emergono dall’attività svolta affiancando le oltre 500 aziende e 20.000 conducenti che utilizzano i servizi GOLIA:
 
  1. Le norme non si interpretano da sole: vanno fornite poche e semplici chiavi di lettura a cui tutti devono riferirsi nelle attività interpretative.
  2. La formazione è strategica per agevolare la conoscenza e l’interpretazione delle norme, ma va fatta in egual misura per chi opera nel trasporto come per chi opera nei controlli.
  3. E’ necessario un sistema sanzionatorio unico in tutti i paesi dell’Unione, per evitare l’attuale confusione per chi opera nell’internazionale, ma anche per prevenire situazioni di comodo che, talvolta, esistono.
  4. Un registro elettronico europeo delle aziende, dei veicoli e dei conducenti oggi è possibile istituirlo in tempi brevi: dovrebbe divenire strumento fondamentale per velocizzare i controlli e agevolare l’individuazione di chi non opera correttamente, per favorire gli operatori (ma anche gli Stati) che esercitano correttamente la propria attività. Possibilmente prevedendo anche meccanismi premianti o sanzionatori che potrebbero trovare applicazione anche sui sistemi dei pedaggi.
  5. Controlli, anche automatici e a tappeto, ma che abbiano finalità esclusiva di prevenire le violazioni con avvisi ed alert agli operatori. Viceversa, le sanzioni dovrebbero scaturire solo da controlli adeguati e professionali che evitino imprecisioni e meccanismi punitivi che, troppo spesso, danneggiano anche le realtà più sane.
Su tutti questi punti il dibattimento si è rivelato utile per raccogliere numerose e stimolanti indicazioni che il Chairman della Commissione Trasporti del Parlamento Europeo, Michael Cramer, ha incitato a considerare e attuare con un “Yes you can… And Yes you must !” (“sì potete… e dovete !”) rivolto proprio alla Commissione che dovrà rendere concreto tutto ciò.
La giornata si è conclusa con un’esortazione a prendere parte alle consultazioni pubbliche che si terranno nei prossimi mesi e che proporranno ai cittadini e agli operatori europei la formulazione di provvedimenti nelle direzioni delle proposte odierne.

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